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In giro per le strade indiane


Rishikesh, 8 agosto 2016
h 16.33
Il mio viaggio in India è iniziato il 14 luglio, dall’Australia. 
Sono arrivata a New Delhi e ricordo ancora la sensazione appena scesa dall’aereo: una cappa d’aria afosa mi travolgeva, come essere chiusa in una scatola! 
Controllo passaporti, dogana e dopo aver aspettato il mio bagaglio sul nastro trasportatore ho cercato l’uscita.  Subito gli autisti mi travolgono: “Taxi? Taxi?”. Rispondo con un sorriso (in mancanza di sonno il mio sorriso non è proprio smagliante!) e cerco il mio nome sulle targhette agli arrivi.
Dopo qualche minuto un gentile indiano viene verso di me sventolando il mio nome su un foglio: ho trovato il mio accompagnatore! Il mio viaggio continua verso Rishikesh: il posto più spirituale dell’India, tra le montagne. 

Rishikesh è una città vegetariana, dove il consumo di carne e pesce è proibito per legge. 
Dal mio viaggio in auto mi sono subito scontrata con una realtà molto differente da quella europea o australiana: esattamente e letteralmente un altro mondo! Strade molto affollate, motorini e automobili che continuano a suonare il clacson creando un concerto non troppo piacevole… purtroppo le strade sono molto sporche e questo mi dispiace molto.
Sono passata in meno di un giorno dall’incontrare canguri nella highway a mucche che pascolano in mezzo alla strada indisturbate.

La maggior parte delle persone viaggiano in “auto”, ovvero carretti all’aperto simile alla nostre “Api”. I prezzi quando vedono stranieri arrivano anche a 100rupie o più (1,50€ più o meno), mentre il prezzo giusto è circa 5 rupie a persona e mai più di 80 Rupie… Se penso a tutte le volte che mi sono fatta fregare! 
Attualmente mi trovo in un ashram dove sto praticando Yoga e meditazione per entrare più in contatto con la cultura indiana. Si trova in cima sulle montagne, così non si sentono i rumori della città. 
Gli unici giorni liberi dal mio corso intensivo sono state le domeniche, ma le scorse settimane a Rishikesh ci sono state più persone che ossigeno! Era in corso un festival induista e indiani da tutta l’India hanno condotto il pellegrinaggio. Immaginate persone ammassate che camminano tutte insieme accompagnando la marcia da caldo afoso o piogge monsoniche!
Mucche, cani randagi e scimmie passeggiano per le strade mescolandosi alle persone. 
In città si trova molta povertà, ma mai a livelli estremi come mi aspettavo di trovare guardando il film “The Milionarie”. Sì, alcuni vivono per strada o le case sono molto molto modeste, ma credo che tutto sommato non è poi così male. 
Una domenica pomeriggio ho fatto una sosta in un ristorante alla disperata ricerca di pace e una bevanda ghiacciata. Ero con una mia amica conosciuta qui e mentre il cameriere ci porta le nostre “Masala soda” ci osserva quasi incredulo chiedendoci di fare una foto. Nelle condizioni in cui mi trovavo in quel momento non so se sarà orgoglioso di mostrarla a qualcuno, ma tant è abbiamo iniziato a parlare. La solita conversazione tra persone di differenti paesi non può che iniziare con: “da dove vieni?”. “Italia! Ci sei mai stato?” e mentre pronunciavo quella bellissima parole è come se un confortevole abbraccio mi ha circondato le spalle. Lui mi ha sorriso e ha scosso la testa “magari un giorno, se il cielo vorrà, potrò viaggiare anche io”. 
E io che mi lamentavo perché c’era troppa gente per la strada? In quel momento sono diventata piccola piccola e mi sono vergognata di me stessa per essermi lamentata un pochino. Sì, ero stanca, il caldo e l’afa erano insopportabili, ma ero sulle rive del Gange! In un altro continente con una fortuna immensa: quella di poter viaggiare! 
In Italia c’è il brutto vizio di lamentarsi per tutto e non apprezzare le nostre fortune. Viviamo in un paese stupendo con un cibo fantastico che tutto il mondo cerca di imitare (ma non riescono!). La nostra penisola è la culla della cultura per non parlare dei paesaggi naturali: spiagge mozzafiato e mare cristallino! 
Il mondo è tutto interessante e in ogni parte del globo c’è qualcosa che merita d’essere visto. Dovremmo imparare a riconoscere le nostre fortune e ad esserne grati ogni singolo momento. Rispettare il mondo è il mondo è il modo per dire GRAZIE! 
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