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Come sarà tornare a casa?


Brisbane, 6 luglio 2016
h 19.41
Oggi per la prima volta mi sono chiesta: “chissà come sarà tornare a casadopo tanto tempo”.
E’ da quando sono in viaggio che ogni giorno incontro una persona nuova, parlo diverse lingue e vedo sempre posti nuovi. 
La vita del viaggiatore è fatta di mille avventure giornaliere, a volte piccole, a volte spaventose da quanto possono essere grandi. 
Certo è che mi manca andare al bar solo per un “caffè” che sa davvero di caffè e pagarlo solo 1.00 €.
 Certo che mi manca la mia famiglia, i miei amici, la mia casa. 
Oggi però ho realizzato che forse tornare sarà ancora più dura che partire. 
Mi ricordo quel giorno all’aeroporto di Milano: l’adrenalina e l’emozione di leggere stampato sul mio biglietto aereo, proprio accanto al mio nome, la destinazione “Perth”.
Ero seduta sulla mia poltroncina della sala d’attesa, aspettando che chiamassero il mio volo, quando vicino a me si sedette un ragazzo sardo, con una stessa destinazione australiana. Lui era già la seconda volta che tornava nel continente, ma non aveva il mio stesso entusiasmo. Aveva comprato il biglietto solo perché aveva sopportato gli 88 giorni di farm e si sentiva quasi in dovere di continuare la sua avventura. Adesso però andava con la consapevolezza che di lì a qualche mese sarebbe tornato in patria. 
Io non potevo crederci, vedevo tutto con gli occhi di una bambina il giorno della vigilia di Natale.
Ero adrenalinica e avevo la giusta carica per affrontare una sfida con me stessa. Vivere qualche mese in un altro paese da sola l’avevo già fatto, ma questa volta non ero in Europa, ma dall’altra parte del mondo, dove anche l’orario era diverso. 7 ore d’orologio mi avrebbero separato da casa mia. 
Non dirò che è stato tutto semplice, perché ovviamente non lo è stato. Ho però imparato molte cose su di me. 
Ho notato che il mio cuore si è aperto di più e ogni sensazione era amplificata. Il mio cuore palpitava come una ragazzina alle prese con la sua prima cotta adolescenziale quando ho visto il sole tramontare sull’oceano per la prima volta.
E per non parlare di tutte le persone che ho conosciuto! La maggior parte di loro aveva una storia da raccontare, e alcune mi hanno arricchita interiormente.
Per essere dei veri viaggiatori bisogna essere in grado di abbandonare nel momento del viaggio la propria cultura, i pregiudizi e i luoghi comuni e creare uno spazietto per inserire tutto ciò che si è acquisito nel corso dell’avventura. 
Quando tornerò a casa tutto sarà diverso e ho paura. Paura che non mi troverò più a mio agio. Paura che mi verrà di nuovo voglia di partire.
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